Designing for the future: l'equilibrio perfetto tra tradizione ed innovazione

Alcune settimane fa il nostro amico Justas della CGTrader ci ha invitate a partecipare al loro contest, avente come tema “Designing for the future: trends we need to consider now”, ossia “Progettazione per il futuro: le tendenze che dobbiamo considerare ora”.
Un tema molto interessante e attualissimo, dato che il design non conosce né confini né tempi. Ma quali sono le tendenze che dobbiamo considerare?
Fotografia di un complesso nuragico
Complesso nuragico
A nostro avviso, le nostre origini con le loro storie e tradizioni, ed essendo sarde al nostro legame con la Sardegna.
Il design è riconducibile ad ogni aspetto della storia e della cultura sarda. Lo ritroviamo nelle costruzioni e nei metodi di costruzione, dai nuraghi all’uso del ladiri, un tipo di mattone che potremmo benissimo definire “biodinamico e biologico” dato che nasce dall’unione della terra con elementi vegetali di vario tipo, che rappresenta l’elemento caratterizzante delle case tipiche campidanesi. 

Fotografia dei Giganti di Mont'e Prama
Giganti di Mont'e Prama
Immagine di un costume sardo
Costume sardo
Nei decori di bronzetti, statue (come i famosi Giganti di Mont’e Prama) e quant’altro di epoca preistorica e nuragica. Decori che vengono tuttora utilizzati. Per non parlare dell’arte della tessitura, dei ricami, del bisso e dell’arte orafa, che continuano a tramandarsi e ad abbellire.
Ma è con il connubio tra design e cibo che si eleva ancor di più la nostra tradizione. Il design in questo ambito assume molti significati: dalla presentazione delle varie portate e pietanze, agli ingredienti naturali e dai sapori autentici, dai piatti e gli utensili alle forme di convivialità. Perché è proprio attraverso la gastronomia, l’agropastorale, l’ittica e la viticoltura che la Sardegna parla.
Immagine della ricetta Sa minestra da anguidda cun fregua sardaPrendiamo, ad esempio, la manualità che si ritrova nei diversi formati di pasta. Dai più famosi malloreddusu e fregua, ai cruxioisi e filindeu, sino ad arrivare ai culurgiones, con la loro tipica chiusura a spiga, e alle lorighittas, elegantissime nella loro fattura e realizzate con molte ore di lavoro a mano.
Caratteristica è Sa panada, un piatto unico in cui la pasta viene lavorata a mò di recipiente ermetico e utilizzata per cuocere (a seconda dei gusti) carne, anguille o verdure.

Fotografia della ricetta Ravioli di ricotta dolci fritti
Ravioli di ricotta dolci fritti
Punto d’incontro d’eccellenza tra passato e presente è il pane. Le sue forme e i suoi sapori racchiudono non solo la genuinità dei grani, ma anche le antiche tecniche per la sua coltura (l’aratro di legno, il carro tirato dai buoi) e non solo. Per secoli, infatti, i periodi di prosperità e di povertà venivano scanditi dall'andamento delle coltivazioni del grano, e si era soliti dire, nel linguaggio comune, come saluto ben augurante “saludi e trigu” (salute e grano), proprio per evidenziare che sia la salute che il grano rappresentavano gli elementi più preziosi per un individuo. E dalla cultura tradizionale passiamo al design: Su pai carasau, inconfondibile per le sue sfoglie sottili e croccanti; Su spongiu, a forma di cupola e di grande pezzatura, realizzato con il lievito naturale; Su coccoi, un pane a pasta dura che viene modellato creando varie figure; Su pai da i su sposusu, un tipo di coccoi, realizzato in occasione delle feste e dei matrimoni, lavorato finemente al fine di creare delle meravigliose opere d’arte.
Sa trottobia

Fra le portate di carne troviamo il consueto proceddeddu arrustiu (maialetto allo spiedo), che con la sua semplicità riesce ad unire la natura, rappresentata dal profumo intenso del mirto e della legna aromatica usata per la cottura, dal sughero utilizzato come vassoio su cui riporre la carne cotta, alla cultura contadina e pastorale, che da sempre ha saputo valorizzare sapientemente e rispettosamente le carni.
Tanto design lo possiamo ritrovare anche nell’intreccio de Sa trottobia: dove, solo dopo tanta pazienza e soprattutto esperienza, si riesce ad intrecciare gli intestini d’agnello nello spiedo per la cottura arrosto senza che questi si spezzino.
Fotografia della ricetta Millefoglie di pane carasau con crema pasticcera alla vaniglia
Millefoglie di pane carasau con crema pasticcera alla vaniglia
Ci sarebbero pagine e pagine da scrivere su ogni singolo piatto di ogni singola portata, cosa che pian piano faremmo. Vogliamo terminare in dolcezza parlando proprio della tradizione dolciaria, rappresentata da antiche ricette tramandate di generazione in generazione. Ogni dolce è simbolo caratteristico della zona in cui viene prodotto. Gli ingredienti sono sempre semplici ma allo stesso tempo consentono di creare delle piccole opere d’arte, impreziosite, in alcuni casi, dalle foglie d’oro messe a decoro. Alcuni esempi?
 Is candelaus (dolcetti della Candelora), vengono offerti in occasione della festività della Nostra Signora della Candelora, dolci raffinati arricchiti dal gusto della pasta di mandorle e da qualche goccia di fiori d’arancio.
Is pistoccheddus de Serrenti, semplici negli ingredienti ma tecnici nella preparazione.
Is parduasa d'arrascottuIs parduasa sono il simbolo della pasticceria sarda: morbidi dolcetti di ricotta di pecora aromatizzata allo zafferano e deposta su piccoli dischetti di pasta, i cui bordi vengono pizzicati al fine di formare un recipiente. È un dolce così diffuso nell’isola che il suo nome cambia da zona a zona come anche il tipo di formaggio per il suo ripieno.
Su gattou, croccante di mandorle aromatizzato al limone e realizzato per le festività, viene modellato in varie forme e con il quale si possono costruire magnifiche strutture.
Pistoccheddus de Serrenti
Un altro punto in comune dell’antica tradizione culinaria sarda con il design è la convivialità. Sia in tempi antichi che al giorno d’oggi, la realizzazione delle pietanze e dei dolci era ed è un momento di unione, un momento in cui le persone si incontrano, creano, parlano, socializzano. Un momento di legame e di scambio reciproco, di tramando delle tradizioni.


Fotografia della ricetta Su gattou
Su gattou
Ci sarebbe tanto da scrivere, ma il punto fondamentale è che occorre portare avanti la propria storia, ed in questo specifico caso la storia della Sardegna, diffondendola e tramandandola attraverso un corretto e delicato equilibrio tra tradizione ed innovazione.


"This blog post is a part of Design Blogger Competition organized by CGTrade"


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A few weeks ago, our friend Justas from CGTrader invites us to participate in their contest, titled “Designing for the future: trends we need to consider now”.
A very interesting and most topical theme, given that design does not know either boundaries or time. But what are the trends we have to consider? In our opinion, our origins with their stories and traditions, and being we Sardinians we'll refer our link with Sardinia.

The design is traceable back to every aspect of Sardinian history and culture.
We find it in the constructions and construction methods, from the nuraghi to the use of the ladiri, a type of brick that we could very well call "biodynamic and biological" since it is born from the union of earth with various vegetable elements, and that rappresents the principal element typical campidanese houses.

In the decoration of bronzetti, statues (like the famous Giganti di Mont’e Prama) and anything else of prehistoric and nuraghic times. Decorations that are still used. Not to mention the art of weaving, embroidery, bisso and goldsmiths, which continue to pass on and beautify.
But it's with the union of design and food that the our tradition is rises even more up. The design in this field assume many meanings: from the presentation of various courses and foods, to natural ingredients and authentic flavors, from dishes and kitchenware to the forms of conviviality. Because it's right through the gastronomy, the agro-pastoral, the fishing and the viticulture that Sardinia speaks.
We take, for example, the manualness that find in the different pasta format. From the most famous malloreddusu and fregua, to the cruxioisi and filindeu, to arrive to the culurgiones, with their typical seal to ear of corn, and the lorighittas, elegant in their bill and realized with many hours of work by hand.
Characteristic is Sa panada, it's a unique dish where the dough is knead as far as to creat a hermetic container used to cook (depending on taste) the meat, the eels or the vegetables.

The bread is the meeting point of excellence between past and present. Its forms and flavors encompass not only the genuineness of the grains but also the ancient techniques for its cultivation (the wooden plow, the wagon pulled by the oxen) and not only. For centuries, in fact, the progress of grain's crops was mark the periods of prosperity and poverty, and usually was said "saludi e trigu" (health and wheat) as good omen in the common language, right to highlight that both health and wheat represented the most precious elements for an individual. And from the traditional culture we pass on the design: Su pai carasau, unmistakable for its thin and crisp sheets of bread; Su spongiu, dome shaped and of great size, made with natural yeast; Su coccoi, a hard dough bread which is molded by creating various figures; Su pai da i su sposusu, a kind of coccoi, it's realized for holidays and weddings, is worked finely to create wonderful works of art.

Among the meat dishes find the typical proceddeddu arrustiu (pig on a spit) which with its simplicity manages to combine the nature, represented by intense fragrance of myrtle and the aromatic wood used for cooking, from the cork used as a tray on which put the cooked meat, the rural and pastoral culture, which has always been able to value skilfully and respectfully meat.
Much design is also found in the intertwining of the Sa trottobia: where, after much patience and above all experience, is manages to weave the intestines of lamb on the spit for roasting without that them from breaking.

There would be pages and pages to write on every single dish of each single course, thing that we'll make soon. And in the end, we speaking you of the desserts' tradition, represented by ancient recipes handed down from generation to generation. Every sweet is a characteristic symbol of the area where it is produced. The ingredients are always simple but at the same time allow to create small works of art, embellished, in some cases, by the decorated in golden leaves. Some examples?

Is candelaus are offered on the occasion of the celebration of the Nostra Signora della Candelora, refined desserts enriched of the taste of the almond paste and by some drops of orange blossoms.
Is pistoccheddus de Serrenti, simple in ingredients but technical in they preparation.
Is parduasa are the symbol of Sardinian confectionery: soft desserts of sheep ricotta cheese flavored with saffron and laid on smalls pasta diskes, whose edges are pinched in order to form a container. It are so popular in the island that their name changes from zone to area as well as the type of cheese for its filling.
Su gattou, crunchy almonds' dessert flavored with lemon and made for holidays, it's realized in various forms and with whom you can build magnificent structures.

Another common point of the ancient Sardinian culinary tradition with design is the conviviality. Both in ancient times and nowadays, the realization of dishes and desserts was and is a time of union, a time when people meet, create, talk, socialize. A moment of bonding and exchanging reciprocal traditions.

There is much to write about, but the key point is that it's necessary to pursue its own history, and in this specific case, the history of Sardinia, spreading it and handing down it through a correct and delicate balance between tradition and innovation.


"This blog post is a part of Design Blogger Competition organized by CGTrader"

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